Sabato 7 luglio – Savona / miglia 0>22


 

Eccoci alla nostra prima tappa!

Salpati da Genova, il sole ci accompagna, il vento meno, ma facciamo del nostro meglio per avanzare al ritmo della tabella di marcia. Lungo la rotta incontriamo pensieri amici: Andrea vorrebbe salutarci con una bandiera gialla, ma dorme ancora, invece a Varazze Paolo ci viene incontro con uno Ziggurat uguale a Yellow, ma blu: si chiama Fleur!

Arriviamo a Savona e ormeggiamo sotto quattro grandi gru dismesse: sono quelle “della funivia”, che fino ad otto anni fa caricavano il carbone su quei carrellini che passavano sospesi sull’autostrada. Ad accoglierci c’è Luciano, presidente di Assonautica Savona: ha una treccia grigia e un grande spirito di iniziativa! Siccome gli abbiamo fatto perdere il pranzo con la moglie, si ferma con noi a chiacchierare e ci racconta di come è nato questo posto, a metà degli anni Settanta, con pochi associati che ora sono più di duecento.

Nel pomeriggio abbiamo appuntamento con Guido, di associazione Wide, che già l’anno scorso aveva organizzato il pre-festival di Zones Portuaires qui a Savona. Ci porta a vedere la mostra che ha allestito al Priamar insieme a Francesco Ottonello, presidente degli Amici del Nautico Leon Pancaldo: dall’istituto nautico vengono le foto storiche dei velieri, dalla CULM di Savona gli attrezzi di lavoro dei camalli, dall’associazione dei canottieri Sabazia il kayak olimpico del 1963 e diversi trofei (qui solo una piccola rappresentanza!). La galleria dove è allestita l’esposizione finisce sui bastioni della fortezza affacciati sul mare, e sul porto. Sotto le mura la ciminiera delle acciaierie, non più attive: Guido ci mostra il monumento all’operaio dell’industria siderurgica, ultimo pezzo forgiato da questi forni. In cima al Priamar c’è un cannone rivolto verso la città, l’abbiamo messo noi genovesi per tenere Savona sotto scacco… Ma ora ci troviamo tutti qui, savonesi e genovesi, arriva anche un po’ di claque che ci raggiunge in giallo sui bastioni. Con loro concludiamo la serata tra acciughe ripiene e totani fritti ai Serenella: una spiaggia libera nel quartiere delle Fornaci attrezzata per permettere ai disabili di accedere al mare. Nuccio, il gestore, ci ha allestito una tavolata sulla terrazza, e alla fine è lui a trovare l’oggetto giusto da raccogliere, che concentra la saggezza marinaresca in 25x35cm: “Il mare non ha paese, è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole”.

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